Il progetto | Ingresso Libero

Il progetto

L’idea di partenza
Prendere un mezzo pubblico, andare in un locale o in museo, studiare all’università, stare in mezzo agli amici in piazza, andare a fare la spesa, è importante per chiunque, lavoratori o pensionati, studenti o cittadini con disabilità. Com’è facile intuire, in termini di qualità della vita, fruire appieno della propria città fa sempre la differenza. Ma come misurare la fruibilità di Bologna?

Il progetto Ingresso Libero ha tentato di rispondere cominciando a visitare e recensire alcuni luoghi cittadini come esercizi commerciali, locali per il tempo libero e la ristorazione, luoghi culturali, di studio, di interesse architettonico e culturale.

Il gruppo di lavoro è formato da persone con e senza disabilità, che visitano e recensiscono i luoghi producendo una scheda che implementa un data base.
Ogni informazione pubblicata sul sito è quindi frutto di un sopralluogo diretto e tiene conto sia delle norme legate alle barriere architettoniche (ad esempio, la larghezza della porta o la pendenza dello scivolo) che di elementi di tipo “qualitativo”, quali, ad esempio, la disponibilità degli esercenti e del personale.
 

Gli obiettivi
L'obiettivo è quello di fornire uno strumento informativo preciso, dettagliato e aggiornato che possa facilitare e favorire il processo di inclusione dei cittadini con disabilità anche rispetto alle attività del tempo libero e ai luoghi in cui queste possano svolgersi, vale a dire quelli che definiscono il vissuto di relazioni in un tessuto urbano. Va riconosciuto, infatti, ai luoghi cosiddetti informali un potenziale di inclusione sociale che altri luoghi e situazioni non riescono ad esprimere.

Altro rilevante obiettivo riguarda la sensibilizzazione dei gestori sul rendere fruibile gli spazi anche con piccoli accorgimenti di buon senso (spostare il ficus per facilitare l’accesso alla porta del bagno, ad esempio …), anche quando non è possibile intervenire nell’immediato in termini di modifiche strutturali di abbattimento delle barriere architettoniche. Ci piace l’idea che ognuno si senta coinvolto per rendere la città più accogliente, senza mascherarsi dietro alle motivazioni - pur valide - dell’eccesso dei costi o degli impedimenti strutturali.
Precisiamo che non veniamo finanziati in alcun modo dai locali che rileviamo e che cerchiamo di instaurare con i gestori un rapporto che non si basa sulla denuncia di eventuali mancanze o su un atteggiamento di tipo rivendicativo, ma, al contrario, sul dialogo costruttivo e la ricerca partecipata delle soluzioni più efficaci.

 

 

Accaparlante e CDH            Ausl Bologna            Universita di Bologna