Le Collezioni Comunali d’Arte sono pressoché tutte accessibili. Gli spazi consentono in tutte le sale buona capacità di movimento, sosta e fruizione di quasi tutte le opere esposte, ad eccezione di quelle collocate troppo in alto per le possibilità visive di persone in carrozzina. Alcune rampe hanno una pendenza eccessiva e, in generale, tutte hanno delle traversine antisdrucciolo scomode per le carrozzine, in particolare se elettriche. Per raggiungerlo è a disposizione un ascensore spazioso. E’ presente un bagno attrezzato. La luminosità è buona e regolare.
Il secondo piano del Palazzo Comunale di Bologna ospita all’interno delle sale che un tempo erano adibite a residenza del Cardinale Legato le Collezioni Comunali d’Arte, istituite nel 1936. L’allestimento si svolge tra gli ambienti ornati con fregi e soffitti dipinti dal Cinquecento al Settecento, recuperati in seguito all’ingente campagna di restauri promossa nel 1934 sotto la direzione di Guido Zucchini. Le opere con cui questi ambienti sono stati arredati provengono da un variegato patrimonio, composto da molteplici donazioni di dipinti, mobili, arredi e suppellettili giunte al Comune di Bologna nel corso dell’Ottocento e nel primo Novecento, che andò ad arricchire l’antico corpus di capolavori appartenuti alle magistrature cittadine. In particolare si segnalano quelli provenienti da due importanti collezioni d’artista (Pelagio Pelagi e Cincinnato Baruzzi), nonché quelli derivati da un collezionismo versato anche nel campo delle arti applicate e dell’arredo (eredità Pepoli e Rusconi).
Il ricco patrimonio artistico custodito dalle Collezioni spazia dal Duecento agli inizi del Novecento: croci scolpite e dipinte, tavole di Vitale da Bologna, Jacopo di Paolo, Luca Signorelli, Francesco Francia, in origine nella sezione medievale del Museo Civico; inoltre importanti dipinti di ambito bolognese-emiliano del primo (Aspertini, Tamaroccio) e del secondo Cinquecento (Carracci, Passerotti) fino ad una nutrita serie di opere del XVII secolo, di scuola emiliana ( Tiarini, Cagnacci, Desubleo, Gessi), e di altre scuole fra cui uno strordinario Ritratto di Gonfaloniere eseguito nel 1622 dall’illustre pittrice Artemisia Gentileschi. Sotto la volta affrescata della Galleria Vidoniana, commissionata nel 1665 dal Cardinal Legato Pietro Vidoni, trova posto una delle raccolte più importanti all’origine del museo: diciotto tele eseguite fra il 1713 e il 1723 circa da Donato Creti e donate dal committente Marcantonio Collina Sbaraglia al senato bolognese nel 1744. In alcune sale del “braccio” Rusconi rivive la raffinata atmosfera delle dimore private del XVIII secolo. Nelle ultime sale del museo è stato ricavato un ampio spazio dedicato alla pittura dal Neoclassicismo al Liberty, con un cospicuo nucleo di opere di Pelagio Palagi, la celeberrima Ruth di Francesco Hayez, capolavoro della maturità dell’artista, ai ritratti di Francois Le Ducq e Karl Brjullov, per concludere con “il simbolismo religioso venato di suggestioni liberty di Alfredo Savini” e con i merletti e ricami dell’Aemilia Ars, la società bolognese che rappresenta uno degli episodi più avanzati nel panorama italiano ed europeo delle arti applicate, fra Otto e Novecento.
L’ingresso alle Collezioni è di 4,00 € (riduzione di 2,00 € gratuità per particolari categorie. Per dettagli, consultare il tariffario). Sono disponibili audioguide (in italiano e in inglese) al costo di 4,00 euro (da pagare in contanti), molto utili per la visita.
Le sale 1-10 sono napoleoniche; dalla 11 in poi, le sale Rusconi. Per ragioni di sicurezza queste ultime possono essere visitate in un numero non superiore a 25 persone alla volta.
In vari punti del museo sono a disposizione delle schede informative cartacee.
DESCRIZIONE DETTAGLIATA
INGRESSO
Per raggiungere la sala Farnese di Palazzo D’Accursio, al cui piano è collocato il museo, dalla porta d’ingresso del palazzo si deve attraversare il cortile (che presenta pavimentazione in lastroni, in piano, leggermente irregolari) e procedere verso destra: si incontrano due lunghe rampe/salite con leggeri dossetti/rialzi separate da un lungo corridoio; le rampe hanno corrimano a destra e a sinistra pressoché in ogni punto. E’ però disponibile un ascensore (vedi sotto).
Giunti al secondo piano, si accede (sulla sinistra venendo dalle scale, sulla destra uscendo dall’ascensore) alla Sala Farnese (completamente affrescata) da una porta a battenti di cm. 97 e 102 per anta, superata la quale si incontra una seconda porta a battenti, ma sempre aperta, con un passaggio utile di 120 cm. A metà sala, sulla destra, si trova la Cappella Farnese, utilizzata come luogo per incontri pubblici. Al termine della sala Farnese, con vista dall’alto, si può ammirare Piazza Maggiore. Sempre in fondo, sulla destra, si trova la biglietteria delle Collezioni, mentre sulla sinistra si trova l’ingresso vero e proprio del percorso espositivo.
Alla biglietteria, che ospita anche il bookshop, si accede tramite una porta a battenti (sempre aperta) di cm. 110. Il bancone della biglietteria, che funge anche da punto informativo, è alto cm. 89.
L’ingresso del museo presenta una prima porta, sempre aperta, con un passaggio utile di cm. 182. Attraversata la porta, si incontra una rampa, larga cm. 170 (ma utilizzabile per cm. 135) con una pendenza del 16,5% circa. La porta che segue la rampa e che da accesso alla prima sala ha un passaggio utile di cm. 135.
SALE
La sala 1 è molto spaziosa e con ottima capacità di movimento.
La sala 2 si raggiunge tramite un passaggio in piano largo cm. 132. Terminata la seconda sala, si incontra la sala 4, alla quale si accede con un passaggio, sempre in piano, di cm. 133. La sala 4 da accesso alla sala 5 con un passaggio in piano di cm. 130. Dalla sala 5 si raggiunge la 6 con due passaggi in piano larghi entrambi cm. 124; dalla 6 alla 7 stesso passaggio. Il passaggio utile è lo stesso anche dalla sala 7 alla 8, quello dalla sala 8 alla 9 è di cm. 123. La sala 10 (attualmente chiusa al pubblico) si raggiunge attraverso un passaggio di cm. 121, seguito da un gradino di cm. 20, senza corrimano.
Dopo il punto d’ingresso alla sala 10, sempre nella sala 9, si incontra un secondo passaggio in piano di cm. 84 che da su un’uscita di sicurezza (scala antincendio) larga cm. 120.
Per raggiungere la sala 11 da questo punto dell’esposizione, si deve tornare alla sala 4, in fondo alla quale, con una rampa larga cm. 129 e con pendenza del 30% circa, si accede, appunto alla sala. Dalla sala 11 si arriva alla 12 con un passaggio in piano di cm. 106. I passaggi dalla sala 12 alla 13, dalla 13 alla 14, dalla 14 alla 15 e dalla 15 alla 16, tutti in piano, misurano rispettivamente cm. 103, 112, 111 e 113.
Raggiunta la sala 16 termina la visita a quest’ala del museo, e per uscire o raggiungere la sala 3 si deve fare il percorso contrario.
La sala 3, infatti, si trova sulla sinistra della sala 2 e si raggiunge salendo una rampa larga cm. 230, con pendenza del 13% circa, seguita da un passaggio di cm. 204.
Dalla 3 si accede alla sala 18 con un passaggio in piano di cm. 130. Sulla destra della sala 18, si trova la 17, chiusa al momento della rilevazione. La sala è detta “urbana” o “degli stemmi” e vi si accede con un passaggio di cm. 133, seguito da una rampa larga cm. 146,5, con pendenza del 15%.
Dalla sala 18 si raggiunge la 19 con un passaggio in piano di cm. 109. Da questa si passa alla sala 20 tramite due passaggi in piano di cm. 107 che si stringono fino a cm. 98.
La luminosità è buona e regolare.
In vari punti del museo sono a disposizione delle schede informative cartacee.
SERVIZI IGIENICI
I servizi igienici si trovano in fondo alla Cappella Farnese, sulla destra. Si percorre una stanza alla fine della quale una porta pesante a battenti, con un passaggio utile di cm. 97 e 94 per anta, introduce ad un corridoio in fondo al quale si trova la porta d’ingresso all’antibagno comune a tutti e tre i bagni (il passaggio utile è di cm. 84).
I bagni sono divisi per uomini, donne e disabili.
Bagno disabili: per utilizzarlo, la chiave va richiesta in biglietteria. La porta d’ingresso è larga cm. 80. Il lavandino sospeso, alto cm. 80, ha un rubinetto a levo e spazio frontale di cm. 158. Il wc, a pavimento, ha un’altezza di cm. 50, uno spazio frontale di cm. 140, uno a destra di cm. 167 e a sinistra di cm. 24. I maniglioni si trovano alla sinistra e alla destra del water e proseguono lungo tutte le pareti.
All’antibagno comune ai servizi per uomini e donne si accede superando una porta a spinta (tipo saloon) larga cm. 72. Nell’antibagno si trovano due lavandini sospesi, alti cm. 80, con rubinetti a leva, e uno spazio frontale di cm. 170.
Bagno uomini: la porta d’ingresso misura cm. 65. Il wc è a pavimento, alto cm. 38. Lo spazio frontale al wc è di cm. 108, quello a destra di cm. 31, quello a sinistra di cm. 27.
Bagno donne: la porta d’ingresso misura cm. 66. Il wc è a pavimento, alto cm. 38. Lo spazio frontale al wc è di cm. 95, quello a destra di cm. 25, quello a sinistra di cm. 33.
ASCENSORE/AUSILI
Dalla porta d’ingresso a Palazzo D’Accursio si procede dritti lungo il cortile (che presenta pavimentazione in lastroni, in piano, leggermente irregolari), superato il quale, sulla sinistra, una rampa (larga cm. 130, con una pendenza del 25% circa) da accesso al corridoio in fondo al quale si trova l’ascensore.
Per chi arriva in macchina da via Ugo Bassi o via IV Novembre, l’ascensore si trova, procedendo verso il cortile, sulla destra. Le due rampe/salite, invece, una volta raggiunto lo stesso cortile, rimangono sulla sinistra.
L’utilizzo dell’ascensore è libero. Collega dal piano terra al secondo piano (quello del museo).
L’ingresso, a doppia porta laterale, ha un passaggio utile di cm. 100. La larghezza interna dell’ascensore è di cm. 160, la profondità di cm. 135.
La pulsantiera, a rilievo con braille, ha un’altezza massima di cm. 124 (quella a cui è collocato il pulsante d’emergenza); il segnale di arrivo al piano è visivo.
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