Il museo è complessivamente accessibile. E’ a disposizione un bagno attrezzato nell’ala Biglietteria/bookshop/mostre temporanee/lezioni. Da segnalare che, in generale, negli spazi dell’esposizione permanente, gli schermi con i video e i touch-screen sono posti troppo in alto per permettere una fruizione comoda a persone in carrozzina. Così come i pannelli informativi sono collocati un po’ in alto e la lettura risulta difficile per chi ha problemi di vista.
Il Museo Ebraico di Bologna ha sede in via Valdonica 1/5, nella zona dell’ex ghetto ebraico ed è stato istituito allo scopo di conservare, studiare e valorizzare il ricco patrimonio culturale ebraico profondamente radicato a Bologna e in molte località dell’Emilia-Romagna. Per la sua gestione è stata istituita una specifica Fondazione.
Rispetto al panorama della tradizione museografica italiana, il MEB si propone come museo innovativo. Tema centrale dell’esposizione è l'identità ebraica dalle origini ad oggi e il percorso dedicato alla antica presenza ebraica in Bologna e in Emilia-Romagna.
La visita si articola in vari percorsi storici con l’ausilio di diversi strumenti di comunicazione (video, pannelli grafici e CD-Rom), che tra compendi, schemi e approfondimenti consentono di percorrere la millenaria storia del popolo ebraico.
Il Museo si propone come luogo nel quale il visitatore può iniziare a conoscere il valore dell'identità e della cultura ebraica, in collegamento con le realtà territoriali e con le emergenze architettoniche, artistiche e documentarie: In Bologna l'itinerario prevede l' ex ghetto ebraico, via Gombruti con l'attuale sinagoga, la Certosa con il cimitero ebraico, il Museo Medievale con le lapidi cinquecentesche, le case e le zone quattro-cinquecentesche in cui risiedevano gli ebrei prima dell'internamento nel ghetto nel 1555.
Nella regione Emilia-Romagna, 37 sono i luoghi dove è documentata la presenza ebraica; 26 le località nelle quali si è reperito un quartiere abitato in antico dagli ebrei, sia che si trattasse di una giudecca, sia di un ghetto, sia più semplicemente di una “casa dell’ebreo”; tracce di sinagoghe sono state reperite in 26 località, di questi antichi luoghi di culto 5 sono attualmente in attività (Bologna, Ferrara, Modena, Parma e Soragna); 10 gli antichi ghetti; 17 i cimiteri ebraici.
Inoltre, il Museo nei suoi primi dieci anni di attività ha assunto sempre più le connotazioni di centro culturale vivo. Sono infatti numerose le iniziative ospitate: presentazioni di libri e conferenze, corsi di lingua ebraica, seminari di cultura ebraica, visite guidate, conferenze, laboratori per i bambini e le famiglie, spettacoli, concerti, mostre e convegni, festival estivi di letteratura israeliana. La sezione didattica del MEB promuove attività rivolte alle scuole di ogni ordine e grado attraverso visite guidate e percorsi didattici.
Il Museo Ebraico di Bologna dispone di un centro di documentazione con biblioteca specializzata, archivio e fototeca. Esso è stato creato e organizzato dal Jewish Culture Program, Comitato Organizzatore istituito dall'Istituto Beni Culturali della Regione Emilia Romagna, dal Comune, dalla Provincia e dalla Comunità Ebraica di Bologna, allo scopo di realizzare di valorizzare, conservare e tutelare il ricco patrimonio culturale ebraico profondamente radicato a Bologna e in molte località dell'Emilia Romagna. Il Museo è gestito da una Fondazione pubblica.
Inoltre, il MEB intende proporsi come centro per la conoscenza del ricco e straordinario patrimonio architettonico, artistico, documentario e librario ancora presente in Emilia Romagna. Un patrimonio visitabile attraverso specifici percorsi sia nella stessa città di Bologna, che nel territorio regionale.
In Bologna l'itinerario prevede l' ex ghetto ebraico, via Gombruti con l'attuale sinagoga, la Certosa con il cimitero ebraico, il Museo Medievale con le lapidi cinquecentesche, le case e le zone quattro-cinquecentesche in cui risiedevano gli ebrei prima dell'internamento nel ghetto nel 1555.
Nel territorio regionale il percorso si articola sia in direzione est, con Cento, Lugo e Ferrara con il suo Museo Ebraico, le tre sinagoghe, il cimitero e l'antico ghetto; sia in direzione ovest, con Modena e la sinagoga monumentale dell'emancipazione, Carpi con il Museo del deportato e il campo di Fossoli, Reggio Emilia con l'antica sinagoga del XVIII secolo, l'ex ghetto e il cimitero, Parma con la sinagoga ottocentesca e Soragna con il piccolo ma emblematico Museo Ebraico "Fausto Levi" e l'annessa sinagoga neoclassica.
In sostanza con il MEB viene a prendere corpo quel sistema museale ebraico dell'Emilia Romagna che ha nella sede bolognese la sua base culturale e informativa e nelle realtà periferiche l'orditura attraverso la quale si compone l'insieme delle testimonianze della tradizione ebraica regionale.
Il biglietto è gratuito per il visitatore disabile e per l’accompagnatore.
DESCRIZIONE DETTAGLIATA
INGRESSO
Per raggiungere il museo, la pavimentazione della strada è irregolare, composta di ciottoli. La strada è in leggera pendenza. Davanti al cancello del museo ci sono lastroni regolari.
Per entrare occorre citofonare. Il campanello del citofono è posto ad un’altezza di cm. 144.
Il cancello d’ingresso, con apertura automatica, ha un passaggio utile di 310 cm.
Superato il cancello, si deve percorrere un vialetto in piano fino a raggiungere il cortile interno del palazzo. A quest’altezza, a destra si trova la porta d’ingresso alla biglietteria/bookshop e alle sale per le esposizioni temporanee, le conferenze e le lezioni. A sinistra, invece, si trova l’ingresso al museo.
BIGLIETTERIA/BOOKSHOP/SALE MOSTRE TEMPORANEE E LEZIONI: prima della porta d’ingresso si incontra una rampa, larga cm. 134 e con una pendenza del 20%, un po’ scomoda per una carrozzina elettrica.
La porta d’ingresso, a battenti con apertura manuale, è piuttosto pesante. Ha un passaggio utile di cm. 133 (con entrambe le ante aperte), che diventano 116 nel punto più stretto.
La biglietteria ha un’altezza di cm. 122, ma in un punto misura cm. 85.
La prima sala, utilizzata per conferenze ed esposizioni, presenta spazi ampi, che si restringono in parte quando tutte le sedie sono disposte. Ai lati, comunque, il passaggio è agevole. Sulla sinistra della porta d’ingresso si trova un touch-screen che fornisce informazioni sul museo e su alcuni aspetti della cultura ebraica.
Sempre sulla sinistra, con due passaggi non in piano, si raggiunge il bookshop. Il primo passaggio, largo cm. 84, presenta due gradini alti cm. 15; il secondo, largo cm. 75, presenta due gradini alti rispettivamente cm. 13 e 16. Non c’è corrimano.
Il bookshop è una sala che si sviluppa orizzontalmente, non molto larga.
Per raggiungere la seconda sala dalla prima, ci sono due passaggi in piano, entrambi larghi cm. 90. La seconda sala viene utilizzata per le esposizioni temporanee e consente una buona capacità di movimento e sosta e una buona fruizione delle opere.
Le teche espositive, poste ai lati della sala, sono alte cm. 75 ed hanno uno spazio libero sottostante di cm. 69,5.
Sulla sinistra di questa stanza, un passaggio di cm. 108, seguito da una comoda rampa (15% ca.), da accesso ai bagni (vedi in seguito)
Dalla seconda sala, si accede alla terza (utilizzata per lezioni e incontri) con un passaggio di cm. 120. La sala è piuttosto piccola e in parte occupata da sedie. E’ presente un’uscita di emergenza.
MOSTRA PERMANENTE: per accedervi si incontra una rampa larga cm. 116 (utilizzabile per cm. 102), con una pendenza del 24% ca., seguita da una porta a battenti con apertura manuale, piuttosto pesante, larga cm. 122 (con entrambe le ante aperte).
La prima e la seconda sala (cui si accede con un passaggio in piano di cm. 253) sono molto spaziose e consentono una buna capacità di movimento e sosta anche a persone in carrozzina. I pannelli informativi sono collocati un po’ in alto e la lettura risulta difficile per chi ha problemi di vista.
Alla terza sala si accede con due passaggi in piano di cm. 89 e 88. Al centro di questa sala è collocato un palchetto (che ospita altri pannelli e teche con oggetti tradizionali). Le rampette che consentono di salire sul palchetto sono larghe cm. 210 e con una pendenza del 17%.
La presenza del palchetto rende i corridoi laterali di passaggio e sosta un po’ angusti.
Dalla terza sala si accede alla quarta con due passaggi in piano larghi rispettivamente 89 e 90 cm.
La sala non è ampia, ma la collocazione laterale della teca e dei pannelli informativi rende lo spazio centrale ampio.
La luminosità è buona e regolare.
In generale, gli schermi con i video e i touch-screen sono posti troppo in alto per permettere una fruizione comoda a persone in carrozzina. Così come i pannelli informativi sono collocati un po’ in alto e la lettura risulta difficile per chi ha problemi di vista.
SERVIZI IGIENICI (ALA BIGLIETTERIA/BOOKSHOP/ESPOSIZIONI TEMPORANEE)
Ai bagni, come si diceva, si accede dalla seconda sala con una rampa.
Sono divisi per uomini e donne/disabili.
La porta d’ingresso all’antibagno comune misura cm. 89 ed ha apertura manuale.
L’antibagno presenta un lavandino sospeso con rubinetto a leva. Il lavandino è alto cm. 78,5, lo spazio ad esso frontale è di cm. 144.
Bagno donne e disabili: la porta d’ingresso al wc ha un passaggio utile di cm. 86. Il water è a pavimento, alto cm. 51; lo spazio ad esso frontale è di cm. 153, quello a destra di cm. 22, quello a sinistra di cm. 88. I maniglioni sono presenti sul lato destro e sul lato sinistro del wc.
Bagno uomini: la porta d’ingresso misura cm. 66. Il wc è a pavimento, alto cm. 38; lo spazio ad esso frontale misura cm. 195, quello a sinistra di cm. 33, quello a destra di cm. 25.
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